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Do il consenso

Impatto del rumore sui mammiferi marini

 

Nel corso degli ultimi vent’anni, scienziati e conservazionisti hanno acquisito maggiore consapevolezza sul gran numero di minacce per la biodiversità e su come queste siano ampiamente diffuse ma difficili da definire. Gli esempi più eclatanti sono costituiti da cambiamenti climatici, inquinamento chimico ed inquinamento acustico. Quest’ultimo è un problema emerso recentemente, ancora poco conosciuto, e le sue implicazioni spesso sono comprese solo dagli specialisti.
Il maggior apporto di rumore nell’ambiente acquatico è di origine antropica: navi merci sempre più grandi e rumorose, uso di sonar a medie frequenze durante le attività militari, ed infine test sismici utilizzati per la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi e di gas condotta in mare, i quali si basano sull’utilizzo di suoni ad alta intensità, per esaminare gli strati di roccia sottomarina alla ricerca di depositi di petrolio fossile.



 
Sorgenti e cause di rumore sottomarino associate
all’industria del petrolio e del gas (da Oceans of Noise, 2004).

 

Il rumore di origine antropica, induce negli animali reazioni comportamentali a breve termine quali la cessazione delle attività di alimentazione, socializzazione e vocalizzazione, cambiamenti nel tipo di nuoto e l’insorgere di uno stato di allerta. Se questo tipo di impatto fosse solo di breve durata non sarebbe significante, ma se fosse ripetuto o di lunga durata potrebbe causare stress, debilitazione ed infine la morte. Infatti, recenti spiaggiamenti di massa, hanno avuto luogo in coincidenza sia temporale che geografica con esercitazioni militari, che prevedevano l’impiego di sonar a media frequenza.
Recentemente sono stati tre gli eventi più eclatanti:

  • 1996, costa occidentale della Grecia, tra il 12 e il 13 maggio, spiaggiamento di dozzine di cetacei appartenenti alla famiglia degli Ziphiidae; contemporaneamente la NATO svolgeva esperimenti acustici nel golfo di Kyparissiakos.
  • 2000, Bahamas, tra il 15 ed il 16 marzo, spiaggiamento di 16 cetacei tra balenottere minori (Balaenoptera acutorostrata) e zifi (Ziphius cavirostris); in quei giorni, nella zona transitavano cinque navi militari americane, effettuando esercitazioni con l’uso di sonar a media frequenza.
  • 2002, coste sud-orientali dell’isola di Fuerteventura e coste nord-orientali dell’isola di Lanzarote, tra il 23 ed il 27 settembre 2002, spiaggiamento di 14 esemplari di zifio (Ziphius cavirostris); contemporaneamente si svolgeva un’esercitazione navale internazionale denominata Neo Tapon.

Una delle probabili cause di morte legate all’inquinamento acustico, sembra essere la formazione di emboli gassosi dovuti all’azione di energia acustica ad alta intensità su nuclei gassosi preesistenti; ciò causerebbe una sintomatologia molto simile alle malattie da decompressione (MDD) che si verificano nei sommozzatori che non effettuano le dovute pause di decompressione durante la risalita in superficie.
I suoni di origine antropica possono avere intensità e frequenze tali da sovrapporsi completamente a suoni di importanza vitale per i cetacei da un punto di vista biologico, tra i quali: click di ecolocalizzazione impiegati nella predazione; suoni provenienti dai conspecifici, dalle prede o dai predatori; vocalizzazioni di corteggiamento o richiami di gruppo, richiami tra madre e cucciolo.
Il mascheramento di tali suoni ha delle gravi conseguenze sui cetacei, quali: incapacità di trovare cibo, difficoltà nel percepire i predatori nelle vicinanze, difficoltà nella socializzazione, nella riproduzione e nell’allevamento dei cuccioli, con conseguente riduzione della salute a livello di popolazione ed aumento dei tassi di mortalità.
Anche gli improvvisi cambiamenti di pressione, dovuti ad un suono molto intenso, possono determinare danni fisiologici a livello organico e tissutale.
Gli effetti fisiologici intensi del rumore possono essere distinti in:

  • Lesioni letali da esplosione
  • Traumi acustici sub-letali

Gli effetti letali sono quelli che portano alla morte immediata dell’animale o ad una sua seria debilitazione, ad esempio nel caso in cui esso si trovi nei pressi di una sorgente rumorosa intensa (esplosione sottomarina).
Gli effetti sub-letali si hanno nel caso in cui il rumore superi la soglia di tolleranza acustica, essi sono dovuti solitamente ad alti livelli di rumore associati ad un intenso traffico navale. Questi possono portare indirettamente alla morte dell’animale, riducendone la sensibilità acustica, poiché causano una serie difficoltà nel percepire prede e predatori e nell’orientamento, esponendo l’animale stesso al rischio di collisioni con navi o altri ostacoli.
Una delle conseguenze più comuni dovute ad un effetto lieve è lo spostamento della soglia minima di udibilità. Dopo un lieve trauma acustico si ha un innalzamento della soglia minima di udibilità che può essere temporaneo (TTS, Temporary Treshold Shift), ma che può diventare permanente (PTS, Permanent Treshold Shift) nel caso in cui l’esposizione al rumore, causa del TTS, sia multipla o prolungata nel tempo (Chris Parsons & Sarah Dolman, 2004).

 

>> La bioacustica


>> KETOS e la bioacustica

 

Testi a cura di Eugenio Internullo

 

Bibliografa

  • D’Spain, G., D’Amico, A. and Fromm, D. M., (2006), “Properties of the underwater sound fields during some well documented beaked whale mass stranding events”, J. Cetacean Res. Manage. 7(3): 223-238.
  • Fernàndez, A., Edwards, J. F., Rodrìguez, F., Espinosa De Los Monteros, A., Herràez, P., Castro, P., Jaber, J. R., Martìn, v. And Arbelo, M., (2005), ““Gas and fat Embolic Syndrome” involving a mass stranding of beaked whales (Family Ziphiidae) exposed to anthropogenic sonar signals”, Vet. Pathol. 42: 446-457.
  • Frantzis, A., (1998), “Does acoustic testing strand whales?”, Nature, Vol.392, March 1998, pag. 29.
  • Jepson, P. D., Arbelo, M., Patterson, J. A. P., Castro, P., Baker, J. R., Degollada, E., Ross, H. M., Herràez, P., Pocknell, A. M., Rodrìguez, Howle, F. E., Espinosa, A., Reid, R. J., Jaber, J. R., Martin, V., Cunningham, A. A. and Fernàndez, A., (2003), “Gas-bubble lesions in stranded cetaceans – was sonar responsible for a spate of whale deaths after an Atlantic military exercise?”, Nature, Vol. 425, October 2003, pag. 575.
  • Ketten, D.R., (1995), “Estimates of blast injury and acoustic trauma zones for marine mammals from underwater explosions”, in Sensory Systems of Marine Mammals edited by R.A. Kastelein, J.A. Thomas and P.E. Nachtigall, pagg. 391-407, (De Spil Publishing, Woerden, Netherlands).
  • Parson, C. & Dolman, S., (2004), “The use of sound by cetaceans” in Oceans of Noise, edited by M. Simmonds, S. Dolman and L. Weilgart (WDCS report, UK), pagg.: 45-53.
  • Pavan, G., Priano, M., Manghi, M. and Fossati, C., (1997), “Software tools for real time IPI measurements on sperm whale sounds”, Underwater Bio-Sonar and Bioacustic Symposium, Proc. I.O.A., Loughborough, UK, 19 (9): 157-164.
  • Richardson, W. J., (1995), “Documented disturbance reactions”, in Marine Mammals and Noise, edited by W. J. Richardson, C. R. Greene, Jr., C. I. Malme and D. H. Thomson (Academic Press, S. Diego, CA), pagg.: 241-324.